Lorenzo Montinaro
è nato a Taranto nel 1997. Vive e lavora tra Milano e Taranto. Si è laureato in Didattica e comunicazione dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e si è laureato in Arti Visive allo Iuav di Venezia.
Da gennaio a dicembre 2022 è stato artista in residenza presso gli studi Viafarini a Milano. Ha partecipato alla mostra What the fuck is prosperity, presso A plus a, a cura di Curatorial School, a Venezia, nel 2021.
Nel 2022 alle mostre Visioni (s)velate a Viafarini a cura di Elena Bray, E ci fa dispetto il tempo presso Sottofondo Studio ad Arezzo a cura di Elena Castiglia, Monumento nel calendario delle settimane d’arte di Bolzano a cura di Nina Stricker, Rea art fair alla Fabbrica del vapore di Milano a cura di Rea, Ma tu rimani a Casavuota a Roma a cura di Sabino De Nichilo e Francesco Paolo Del Re.
Ha preso parte alle mostre L’erba sulla polvere presso MA project di Perugia a cura di Davide Silvioli, Non rimane che volare presso Osservatorio Futura a Torino a cura di Osservatorio Futura e Giuseppe Amedeo Arnesano, Edicola Radetzky presso Edicola Radetzky a Milano a cura di Arnold Braho. Tutte nel 2023.
Nel 2024 partecipa alla mostra bipersonale Quasi Niente presso Contemporary Cluster a Roma a cura di Lorenzo Madaro, Dopo la fine presso Galleria Ramo a Como, Sacro è presso la Fondazione Mario Merz a Torino a cura di Giulia Turconi, Address Unknown presso Fabbrica del Vapore di Milano a cura di Viafarini, Fatmah presso la galleria Contemporary Cluster a cura di Arnold Braho.
Il Comune di Milano gli commissiona un monumento permanente dedicato al censimento degli ebrei del 1938, presso la Cittadella degli Archivi di Milano, nel 2023.
Nello stesso anno è stato inserito dalla rivista Exibart tra i 222 artisti emergenti su cui investire.
