La Mostra

Nel grembo più remoto della città di Napoli, tra la densità delle ombre, la Chiesa di Santa Maria delle  Anime del Purgatorio ad Arco custodisce una devozione che si tramanda come un soffio trattenuto, quella delle anime pezzentelle. Presenze orfane di nome e di narrazione, accolte dalla pietà dei viventi e restituite a una forma altra di permanenza. Nell’ipogeo, un tempo, la discesa non era mero atto fisico, ma inclinazione dell’anima. Si eleggeva una capuzzella — reliquia anonima — e la si assumeva come destino condiviso. La si detergeva, la siornava, la si interrogava nel silenzio. In cambio, si implorava l’essenziale e l’incommensurabile: un sogno, un segno, una custodia. Così si sanciva un patto muto, una corrispondenza fragile e tuttavia

persistente.

La parte che Offri / Spostamenti prodigiosi si innerva in questo gesto arcaico: un atto di offerta distante da una morale utilitaristica, un atto che non reclama restituzione e tuttavia si carica di attesa. Non una mostra, ma una soglia di attraversamento e spostamento. Non una narrazione, ma un esercizio di osservazione e ascolto rivolto a ciò che è stato privato della voce. Offrire, qui, coincide con il tentativo di sottrarre all’oblio, di trattenere ciò che incessantemente si disperde.


Ideato da Minuta Contemporanea, società con sede a Napoli, specializzata in eventi di arte contemporanea, e coordinato della Associazione di Promozione Sociale “Francesco Netti” di Santeramo in Colle, il progetto è curato da Giacomo Zaza - critico d’arte e curatore attento alle relazioni tra arte contemporanea, spiritualità, pratiche sociali e geografie della ibridazione, tra

Mediterraneo e Centro America. Lo sviluppo espositivo sarà un’indagine poetica e politica sul significato del dono. Da anni, Giacomo Zaza orienta la propria ricerca verso esperienze artistiche capaci di attivare memorie e processi di trasformazione culturale, per le quali l’opera diviene spazio, relazione e attraversamento. Zaza stesso, in merito al progetto espositivo dichiara: "ripercorrere le domande poste dall’etnologo francese Marcel Mauss sull’inclinazione dell’uomo a donare, ricevere

e ricambiare, quale energia incredibile connaturata e profonda, fa sì che lo scenario degli artisti presentato per la mostra a Santeramo in Colle, metta in risalto la libertà dell’offerta incondizionata e del prolungamento del tempo. Questa dinamica sollevata dalla convergenza delle opere dei diversi autori contemporanei introduce continui spostamenti, interferenze visionarie e spazi prodigiosi. Il gesto plastico/visivo dell’artista, qualunque esso sia, possiede il valore del dono: è un gesto che offre nuovi campi percettivi e nuovi stimoli". L’arte, conclude Zaza, "intrinsecamente è radice del dono e dello scambio oltre la dicotomia tra solidarietà e gioco dei propri interessi. E l’arte, come il dono, assume nelle pieghe delle sue manifestazioni tanti livelli, liberi da logiche utilitaristiche, nella completa assenza di garanzie".


Gli Artisti