Glènda Leòn
nata all'Avana nel 1976, ha studiato arti visive, filologia e storia dell'arte a Cuba, balletto classico per dieci anni e ha conseguito un Master in Arte dei Nuovi Media in Germania.
È considerata una figura innovativa nell'arte concettuale cubana. Utilizza media differenti e materiali insoliti per le sue opere, tra cui elementi naturali (fiori, capelli), gomma da masticare e installazioni audio-video.
Il suo lavoro ha ricevuto importanti riconoscimenti, come il premio della Pollock-Krasner Foundation e prestigiose residenze artistiche a Parigi e Montréal. Le sue opere sono incluse nelle collezioni permanenti di musei globali, tra cui il Centro Pompidou e il Museo delle Belle Arti di Montréal.
La sua ricerca si concentra spesso sullo scorrere del tempo, sul silenzio e sulla spiritualità. Nella mostra Listening to Silence (2012) ha unito carillon dedicati a diverse divinità con clessidre e sabbia. Nel 2013 alla Biennale di Venezia ha esposto nel padiglione cubano l'opera Music of the Spheres, un'installazione che unisce astronomia e musica sovrapponendo pentagrammi alle orbite dei pianeti. I lavori Habitat e Noche de fantasía (che ricrea un cielo stellato usando zirconi) esplorano la dimensione del paesaggio. Nel 2014 queste opere sono state esposte in Italia, presso il MART di Trento e Rovereto. Oggi l'artista vive e lavora a Madrid, in Spagna.
