Renato Galante


Sedimentare, 2008

cm 30x40/50x70

Acrilico e trasferibili su legno e tela



Nei lavori realizzati con trasferibili, Renato Galante sviluppa una pratica fondata sulla ripetizione, sulla sedimentazione e sull’errore. Il segno trasferito perde progressivamente la propria funzione descrittiva per trasformarsi in traccia, residuo di un gesto che si moltiplica nello spazio del foglio. Attraverso sovrapposizioni, slittamenti e addensamenti, la superficie si configura come un campo attraversato da tensioni cartografiche e narrative, dove scrittura e disegno diventano indistinguibili. In questa dimensione operativa emerge una forma di cura che precede l’immagine stessa, esercizio di attenzione verso ciò che è fragile, marginale e apparentemente insignificante. In questo contesto, il gesto dell’offerta non coincide con la riparazione ma con la disponibilità a dedicare tempo e presenza. Le opere di Galante sembrano suggerire che ogni segno lasciato sulla superficie sia il risultato di un incontro: un atto di attenzione che trasforma la memoria individuale in uno spazio condiviso. La costruzione dell’immagine diventa quindi un gesto etico oltre che estetico, una pratica che rende visibile la possibilità di abitare il mondo attraverso relazioni di prossimità e di reciproco sostegno.


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