Rä di Martino


Kant Can’t, 2024

Dimensioni variabili

Ceramica



Gli occhi di Kant Can’t non ricevono semplicemente immagini dal mondo: sembrano anche offrirsi allo spettatore. Sono occhi senza volto, senza proprietario, quasi liberati dall’io.

In questo senso rinunciano alla loro funzione individuale e diventano qualcosa che viene consegnato all’altro. Il collegamento con Kant diventa interessante poiché la conoscenza, per il filosofo, non è mai possesso assoluto della realtà. Se non possiamo conoscere tutto, allora il rapporto con il mondo e con gli altri non è fondato sul dominio, ma sullo scambio. Le piccole sculture sembrano allora suggerire che ciò che possiamo fare non è possedere la verità, ma offrire il nostro punto di vista. Questa interpretazione è particolarmente coerente con il titolo Kant Can’t, proprio perché non possiamo conoscere tutto, siamo costretti a condividere con gli altri ciò che vediamo. Ed è in questo scambio che nasce il significato



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