Raffaele Quida
Botole ellittiche d’acqua, 2026
Misure variabili
Tondini di ferro
Raffaele Quida utilizza una serie di tondini in ferro industriale per evocare le forme mutevoli e imprevedibili generate sulla superficie dell’acqua. L’installazione richiama i cerchi concentrici prodotti dalla caduta di un oggetto nell’acqua, trasformandoli in una riflessione sul rapporto tra tempo, spazio e relazioni umane. I cerchi diventano metafora del fluire del tempo, ma anche simbolo di solidarietà, beneficenza e impatto sociale. Come un sasso lanciato in uno specchio d’acqua genera onde che si propagano ben oltre il punto d’origine, così un gesto di generosità può estendersi nel tempo e coinvolgere un numero sempre maggiore di persone. Anche quando le increspature sembrano svanire alla vista, esse continuano a muovere l’acqua sottostante; allo stesso modo, le azioni solidali producono effetti duraturi che superano ciò che è immediatamente percepibile. In Botole ellittiche d’acqua, Quida raccoglie queste suggestioni e le traduce in una forma essenziale e contemporanea, dove il metallo industriale rende visibile ciò che normalmente è effimero: il movimento dell’acqua e la capacità di ogni azione umana di generare effetti che si espandono ben oltre il proprio punto di origine.
